Blog di valorizzazione degli studi storici sull'alchimia, le sue idee, le sue opere i suoi più illustri protagonisti.
Tarocco des Avenières, il Carro
Settima lama del tarocco, il carro trasporta il suo padrone, il faraone indossante lo pschent e recante i due scettri del potere regale, il bastone del pastore che afferra la pecora perduta, e la frusta per estrarre il grano dalla spiga.
In piedi sul suo veicolo trainato da due sfingi diurna e notturna, bianca e nera, egli percorre, immobile, il cielo intorno alla
terra. Di fatto le sfingi, nel loro carro, svolgono sotto le loro zampe, creandolo, il tempo e lo spazio... Allora, gira il mondo e corrono gli uomini che avranno da rispondere davanti alla
Sfinge alla domanda del perché della loro vita. La testa del faraone irradia come un sole. Una ventina di
raggi ne scaturiscono.
Il nostro faraone è l'emanazione del dio degli dei, Ammone, come indica a prora ed a poppa del veicolo la testa dell'ariete, suo simbolo.
Questo sole umanizzato è coperto dalla volta stellata, rappresentato qui dal baldacchino di stoffa blu disseminato da stelle d'oro e d'argento.

In basso alla lama del tarocco, al suo centro, si trova una figura che rappresenta il simbolo chimico dello zolfo, il triangolo del fuoco sormontato dalla croce.
L'insieme di queste figure, che compongono le XXII lame del tarocco, costituisce forse un messaggio o una griglia di lettura peculiare di Dina, ideatore di questo gioco del tarocco rivisitato. La soluzione dell'enigma, la comprensione di questo emblema, è oggi perduta.
La lama del tarocco ridisegnata e dipinta da Oswald Wirth (1860-1943), nel 1889, per il suo maestro Stanislas de Guaita (1861-1897).
Tarot de Wirth, 1889. Copyright © the Golden Dawn Research Trust, 2008

Traduzione di Massimo Cardellini]
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