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11 novembre 2010 4 11 /11 /novembre /2010 12:58

 

 

 

I tarocchi a mosaico della cappella

 

I muri ricoperti interamente di mosaici presentano le lame del Tarocco di Marsiglia, Lo stile è rivisitato, moderno addirittura Kitsch.

 

 Se ogni lama resta fedele al tarocco classico, delle differenze saltano agli occhi. Innazitutto ogni lama ha uno sfondo che può. a seconda dei casi, apportare degli elementi simbolici nuovi. I personaggi sono vestiti  con abiti di foggia antica, persiana o egiziana. Ai piedi di ogni lama un piccolo cartiglio situato in basso a sinistra indica il suo numero, da 0 a 21. Nell'angolo inferiore destro un altro ospita una lettera ebraica. Sulla metà inferiore della lama sono racchiuse una o più figure rappresentanti generalmente un simbolo planetario o chimico.

 

 

A-sinistra-entrando-nella-cappella.jpg   A sinistra della porta entrando.

 

 

   sopra-la-porta-d-ingresso.jpg

   Sopra la porta d'ingresso.

 

 

 

cappella-blu--volta.jpg

   Lato sinistro della cappella blu

 

 

 

 

cappella-blu--muro-nord-est.jpg

   Lato destro della cappella blu.

  

  

Le carte del tarocco si presentano in disordine, tranne la carta 1 del Bagatto che ci accoglie sin dalla porta d'ingresso. Siamo naturalmente condotti alla seguente, la lama 13, la lama "senza nome", per non pronunciare la parola tabù "la morte".

 

Grazie alla complicità della storia queste carte sono cadute nell'oblio, permettendo la loro conservazione: questo castello è venduto e riconvertito nel 1937 o 1939 in casa di riposo per bambini, animata da suore Orsoline polacche. È fuori questione accogliere le suore in una cappella così solforosa. Delle lastre di legno sono allora poste contro i mosaici, nascondendo quest'ultime sino al soffitto. Non saranno tolte che quaranta anni più tardi per iniziativa di un vecchio allievo delle Avenières, il castello essendo stato trasformato in colleggio privato tra 1950 e 1970, il signor Bertrand Jacquet.

 


 

  

 

Pianta-della-cappella.jpg

 

 Pianta della cappella.


 

 

Le XXII lame dei tarocchi di Assan Dina

 

 

 

Queste XXII lame si ispirano al tarocco di Marsiglia molto più antico e la cui iconografia non si fissa che tra il 1750 e il 1890. Non è questione del suo studio. Soltanto le differenze contano qui. È in esse che cerchiamo il "messaggio delle Avenières", se esiste. Per vederle bisogna tuttavia conoscere il tarocco  più vicino a quest'ultimo. A mia conoscenza si tratta del "Tarot des imagiers du moten-âge" di Oswald Wirth (1860-1943) che fu il segretario di Stanislas de Guaita (1861-1897) a partira dal 1887. Wirth redige un libro sui tarocchi dietro richiesta del suo maestro. Spedisce il manoscritto nel 1922 ad un tipografo che lo perde. Wirth vi vede il segno del destino e si rimette al lavoro. Il libro definitivo è pubblicato nel 1926. Una prima pubblicazione ebbe luogo tuttavia nel 1889. Potete comparare il tarocco di Assan Dina con questa molto rara edizione originale di Wirth, a cui si ispira ampiamente. é dipinta da Oswald Wirth stesso.

 

 




 

Tarocchi des Avenière, il Matto

 

 

Questa carta reca il numero zero. Precede la prima, il Bagatto e segue la ventunesima, il Mondo, permettendo al ciclo di ricominciare. Una luna dardeggia piccoli raggi in alto a destra nel cielo. Essa guarda il Matto, indossante un casco assiro che sta a scrutarla, ignaro degli ostacoli ai suoi piedi che lo faranno cadere. Il cielo è molto nuvoloso, indice di cattivo tempo. Le montagne molto scoscese ricordano che siamo nel massiccio delle Alpi. 

 

Non dobbiamo identificarci con questo ricercatore errante?

 

 

 

 

00--il-Pazzo.jpg

 

 

Per Fulcanelli, nostro alchimista contemporaneo, il Matto è l'emblema del Mercurio dei Filosofi. "Mercurio, egli, appare conn l'aspetto del buffone di corte. Lo vediamo, indossante il cappuccio del pellegrino da cui spuntano due lunghe orecchie... Inoltre, basta ricordare che la parola francese matto [fou] (un tempo si diceva fol) proviene dal latino follis, soffiare nell'usare il fuoco, per evocare l'idea del soffiatore, epiteto sprezzante dato agli spagirici medievali... Conserviamo il ricordo di alcuni disegni rappresentanti un buffone seduto, le gambe incrociate ad X, e nascondente dietro la sua schiena un voluminoso soffietto. Non si potrebbe dunque mostrarsi sorpresi che i buffoni di corte, di cui molti divennero famosi, ebbero un'origine ermetica. Il loro costume variopinto, la loro strana abilità, - essi portavano alla cintura un'ampolla che chiamavano lanterna... Infine, il mercurio, chiamato il matto della Grande Opera, a causa della sua incostanza e della sua volatilità, cede il suo significato confermato nella prima lama del tarocco, intitolata il Matto e l'Alchimista" [Fulcanelli, "Le Dimore Filosofali"].

 

 


matto--02.jpg

 

 

Nella figura sopra, appartenente alla lama del tarocco, al suo centro, si trova una figura che rappresenta un cerchio. I tre toni di blu impiegati danno l'illusione di una sfera.

 

L'insieme di queste figure, che compongono le XXII lame del tarocco, costituisce forse un messaggio o una griglia di lettura peculiare di Dina, creatore di questo gioco del tarocco rivisitato. La soluzione dell'enigma, la comprensione di quest'insieme, è oggi perduta.


 

 

Matto--tarocchi-Oswald-Wirth.jpg 

Qui sopra, possiamo vedere, come riferimento, la lama del tarocco di Marsiglia ridisegnata e colorata da Oswald Wirth (1860-1943), nel 1889, per il suo maestro Stanislas de Guaita (1861-1897).

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 


 

 

LINK ai post originali:

Les tarots en mosaique de la chapelle

 

Tarot des Avenières, le Fou

 

 

 

LINK ad un video You Tube sui Tarocchi des Avenières:

 

 

 

 

 

 

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