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18 settembre 2010 6 18 /09 /settembre /2010 08:00

 

 

Il castello des Avenières ed il simbolismo dei mosaici della sua cappella

 

 

Il XX secolo ha prodotto qui una dimora filosofale?

  

Mary Shillito l'Americana e Assan Farid Dina il Mauriziano indo-inglese

  

O la ricchezza dei destini che si incrociano 

 

 

Avenieres-castello--01.jpg

 

 

 

 

 

 

Panoramica del castello des Avenières da You Tube

 

 

 

 

Per alcuni questa dimora veicolerebbe nei suoi simboli la Scienza Sacra, l'alchimia. Essa insegnerebbe la Pietra Filosofale. Per altri questa dimora sarebbe invece la sede di una conoscenza divinatoria, astrologica. Per altri infine, questa dimora non contiene dei messaggi a chiave. Les Avenières sono allora del tutto ma semplicemente un luogo di villeggiatura, di riposo, per non dire di contemplazione del notevole sito naturale in cui questa dimora è situata.

 

Spero che le pagine che seguiranno permetteranno di farvi una propria idea, di tessere i vostri legami.

 

Queste pagine non avrebbero potuto vedere la luce senza i contributi di diverse persone. Innanzitutto ringrazio il signor Odin e la sua famiglia. Essi fanno vivere questa dimora e la mantengono con la loro attività. Il loro sito web sarà indicato tra poco. Essi hanno facilitato enormemente le mie ricerche ed autorizzato la pubblicazione di queste pagine. Nessuna riproduzione o prestito fotografico è permesso senza l'accordo scritto del signor Odin, i link internet sono autorizzati.

 

Dubois.jpgPoi la signora Geneviève Dubois ed il suo notevole Fulcanelli dévoilé[Tr. it.: Fulcanelli, Edizioni Mediterranee, Roma, 1996], edito in Francia nel 1992, solleva una parte del velo su questo castello e la sua storia. Le dedico questo lavoro.

 

Devo anche ricordare il lavoro di conservazione, di restauro degli edifici e di ricerca storica intraprese dal signor Pascal Hausermann, architetto svizzero, che ne fu il proprietario negli anni venti. Pubblicò in Svizzera nel 1994 il solo libro posto in commercio sino ad ora sul castello "Assan F. Dina e la sfinge des Avenières". Beneficiò del lavoro di uno storico amatoriale, il signor R. R. che ha effettuato un enorme lavoro di raccolta e di verifica di documenti. É il lavoro di questo amatore che mi permette in parte di scrivere le pagine storiche.

 

Devo menzionare l'esistenza di numerosi articoli ben documentati pubblicati in riviste erudite della Savoia così come alcuni articoli generici regionali o nazionali.

 

Ringrazio anche i miei amici Jean Raoul L. e Betrand D. che incontrarono questa dimora nel 1985 casualmente. Essi furono il mio primo contatto con les Avenières.

 

Due persone sono anche ringraziate nelle pagine che seguono per via del loro contributo maggiore apportato per rsicoprire l'opera letteraria di Assan Dina, i signori Archer ed il signore F. T.

 

Ringrazio anche i signori Ahmed Cadinouche ed Olivier C., discendente dello zio di Assan Dina, Abou Farud Dina. Senza i loro preziosi documenti importanti elementi di genealogia e di stato civile non sarebbero stati precisati.  Allo stesso modo ringrazio la signora Katia D. P. per le informazioni riguardanti il ramo di Amina Dina, sorella di Assan Dina.

 

 

L'enigma della sfinge del castello des Avenières

 

 

A mezza strada tra Ginevra e Annecy su trova la piccola città di Cruseilles. Da qui serpeggia una strada di montagna attraverso i pini in direzione del monte Salève. A 1.150 metri di altezza si svela, in cima ad una prateria inclinata che si trasforma in un giardino alla francese, questa dimora dallo stile così particolare, edificato tra i 1907 ed il 1913.

 

cartolina-postale.jpg

  Antica cartolina postale del castello des Avenières

 

 

 

 

 

scalinata-del-castello-des-Avenieres.jpg Scalinata monumentale.

 

 

Il  visitatore sale le scale monumentali poste sulla china erbacea. La natura si ordina e addomestica a mano a mano che si effettua la salita verso "il castello". Massiccie siepi di bosso tagliate inquadrano l'ultimo gradino, ai piedi del castello a strapiombo. Due sfingi affrontate l'accolgono.

 

La signora Marcelle Senard, amica della fondatrice di questo castello, scrive alla fine del suo libro Lo zodiaco, chiave dell'ontologia applicata alla psicologia, editore Roth di Losanna, 1948: "La fine del secondo millennio segna una svolta decisiva della nostra storia. È ora l'umanità intera che è confrontata con la SFINGE antica dal corpo di Leone, dalle ali dell'Aquila scorpionica, dal busto Umano; la sua voce risuona sempre più potente e più imperiosa esigendo la soluzione dell'"enigma dell'UOMO". Secondo il fatto che questi saprà oppure non trovare la risposta giusta... entrerà nella via del suo glorioso avvenire oppure verrà divorato".

 

libro-di-Marcelle-Senard.jpg

Si freme davanti a questa prova iniziatica! Vi ricorda nulla?

 

 

 

 

sfinge-lato-sinistro.jpg

Sfinge sotto la neve, con scritta VOULOIR (volere).

 

 

 

zoccolo-di-destra-delle-sfingi.jpg

  Zoccolo di destra delle sfingi, oggi scomparse.

 

 

 

 

sfinge-lato-sinistro-SAPERE.jpg  Sfinge di sinistra al sole, con la scritta SAVOIR (sapere).

 

 

 

 

 

 

Sfinge.jpg

Sfinge vista dalla scalinata

 

 

 

 

 

Sfinge-innevata.jpg

Sfinge innevata

 

 

La prova della sfinge vi è già stata posta quando avete effettuato la lettura di I Misteri delle Cattedrali, uno dei due libro di Fulcanelli.

 

Siete stati accolti all'inizio del libro da un "frontespizio", disegno dell'illustratore Julien Champagne realizzato nel 1910.

 

Una sfinge simile regge l'Uomo sulla sua zampa destra, vincitore della prova.

 

Ma vi pone anche la sua domanda. Qual è la vostra risposta?

 

frontespizio, 02

 

Fulcanelli  ed il frontespizio del suo libro, Il Mistero delle Cattedrali, Julien Champagne, l'illustratore dei libri di Fulcanelli, dà la sua risposta.

 

È la realizzazione della Grande Opera, la sua ricerca e la sua pratica come spiegata dagli strumenti posti sotto la sfinge.

 

Fulcanelli apre il suo libro con l'enigma della sfinge. Stranamente non fa il minimo commento su questa tavola realizzata sedici anni prima la pubblicazione del suo libro.

 

Termina il suo Il Mistero delle Cattedralicon un'esposizione filosofica sul SAPERE-VOLERE-OSARE-TACERE di Zoroastro che ritroviamo anche qui scolpiti sullo zoccolo delle sfingi. C'è una similitudine filosofica inattesa! Vediamo ora la risposta simbolica data qui ad Avenières.

 

Questa dimora di più di trenta stanze ripartite su tre piani possiede una cappella molto bella, integrata nel corpo dell'edificio al pianterreno, a destra nell'atrio d'ingresso, quando la veranda all'angolo nord est serviva quest'ultima.

 

Vedremo successivamente i personaggi che ne furono gli autori.

 

Prima scopriamo questa cappella la cui particolarità è di essere ricoperta dai muri al soffitto da mosaici che sembrano contenere l'essenziale del messaggio des Avenières.

 

La cappella comprende una prima parte, destinata ad accogliere il pubblico. Tre volte più larga che lunga quest'ultima è coronata da due ogive a crociera che reggono una volta in mosaico blu, costellata da stelle d'oro e dai segni dello zodiaco inscritti in un cerchio. Le mura sono coperte dalle XXII lame del tarocco di Marsiglia, interamente in mosaico policromo.

 

Nell'asse della porta d'ingresso, oltre la parte per il pubblico, si trova una seconda stanza, piccola, rettangolare, interamente ricoperta di mosaici d'oro. È il cuore della cappella, dotata di un altare posto contro il muro del fondo. Quest'ultimo è sormontato da una grande vetrata chiara dai margini blu, recante al centro un cerchio rosso ricoperto con la sigla M in giallo oro. Da parte a parte dell'altare i muri laterali accolgono una rappresentazione molto singolare per una cappella. Sul lato destro Brahma è seduto su un loto, circondato da un mandorlo ad arco baleno. Sul lato sinistro siede una dea egiziana seduta su un trono.

 

Una firma è apposta sotto la figura di Brahma, rivelatrice del nome del suo autore: "A. Dina 1917".

 

Si tratta di Assan Dina, nato a Pamplemousses sull'Isola Mauritius, il 12 aprile 1871, deceduto non lontano da Suez il 24 giugno del 1928, l'istigatore dei mosaici. Di lui ce ne occuperemo prossimamente in modo esaustivo. 

 

  firma di Dina in mosaico La firma di Assan Dina.  

 

 

Spingiamo la porta d'ingresso della cappella ed entriamo

 

porta-d-ingresso-della-cappella.jpg

La porta d'ingresso alla cappella.

 

 

passaggio-di-accesso-alla-cappella.jpgAtrio di accesso alla cappella, al suolo si vede il blasone della proprietaria Mary Wallace Shillito.

 

 

  

 

La pavimentazione del corridoio è ricoperta da alternanze di quadrati rossi e bianchi. I quadrati rossi recano un cigno bianco. Quest'ultimo regge nel suo becco un ferro di cavallo. Alcuni quadrati bianchi sono sigillati con una M decorata con racemi di foglie rosse. Essi fanno riferimento al cognome della proprietaria del castello, la sua fondatrive Mary. Essi sono orientati in modo da essere visti arrivando dalla parte destra della foto, e cioè dall'antica porta d'ingresso. È questo un grande indizio della pianta primitiva del castello ai suoi inizi. Un altro indizio architettonico- che vedremo successivamente- è la testimonianza anch'esso delle modificazioni che avvennero in seguito all'arrivo di Dina.

 

Il cigno bianco reggente un ferro di cavallo è il blasone della famiglia Wallace negli Stati Uniti.

 

La signora Mary Wallace Shillito è dunque un'Americana venuta a vivere in Francia, in questa magnifica regione, considerata come una zona periferica di Ginevra, allo stesso titolo delle rive del lago più clementi. Come Parigi e Nizza, Ginevra è frequentata dall'alta società internazionale negli anni tra 1905-1930.

 

Ora però entriamo nella cappella...

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

  

 

 

 

  

LINK: 

Le chateau des Avenières et le symbolisme des mosaique de sa chapelle

 

L'énigme du sphinx du chateau des Avenières

 

 

 

©La Rue de l'Alchimie

 

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