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2 marzo 2013 6 02 /03 /marzo /2013 07:00

Assan Dina

Dina, 01Gli ultimi anni e il suo ultimo viaggio

 

 

6- Assan Dina, la curiosità scientifica e l'appetito tecnologico:

 

Nel 1923 l'astronomo Joseph Vallot (1854-1925) si interroga sulla sorte dell'osservatorio che egli fece costruire a più di 4300 m di altitudine, in cima al Monte Bianco. Porta ancora oggi il suo nome, l'osservatorio Vallot. Avendo sentito parlare della Fondazione Dina, chiede al signor Danjon di incorporare questo osservatorio alla Fondazione, essendo anch'egli alla fine della sua vita e non avendo più risorse finanziarie. Assan Dina dà il suo accordo e l'11 novembre 1923 una promessa di vendita viene firmata. Assan Dina paga i 18.000 Franchi d'aconto richiesti.

dina6-1.jpgL'osservatorio Vallot nel 1926, a 4300 metri di altitudine. Foto tratta dalla rivista "L'Illustration".

 

dina6-2.jpg... e lo stesso, sempre in piedi e modernizzato, nel 2002.

 

Per Assan Dina e Mary W. Dina l'arrivo dell'osservatorio Vallot nella Fondazione rappresenta l'opportunità di aprire il loro progetto iniziale, di completarlo. Per la sua specializzazione quest'osservatorio, dedicato al sole e all'atmosfera terrestre, non può che infiammare Assan Dina, se il termine non è eccessivo. Non dimentichiamo che è l'autore dell'opera Chair tangible de l'infini, ou l'Astre-Dieu [Carne tangibile dell'inifinito, o l'Astro-Dio], che tratta del Sole, studiato sotto l'angolatura metafisica e fisica. Questo libro è stato pubblicato nel 1917, nove anni prima.

 

In un primo tempo Assan Dina si dedica ai problemi legati al suo funzionamento, alle difficoltà del suo rifornimento ad alta quota, a più di 4.000 metri. Infatti soltanto i trasportatori e le guide d'alta montagna di Chamonix, villaggio situato in basso nella vallata, possono portare sul loro dorso pasanti bagagli, forzatamente limitati come pesi. Essi salgono ad un livello superiore ai 3.000 metri, che necessita alcuni giorni di marcia e bivacchi a media altitudine. In queste condizioni il materiale trasferito all'osservatorio Vallot è a prezzo d'oro. Gli astronomi che vi risiedono durante le campagne di studio sono dei veri cosmonauti, privi di ogni cosa, viventi in ambiente ostile. Assan Dina desidera utilizzare l'aviazione, appena ai suoi primi passi, per risolvere questi problemi. Forte delle sue relazioni con il mondo dei generali beneficia della disposizione del tenente Thoret, aviatore, un asso della prima guerra mondiale. La rivista L'Illustration descrive quest'esperienza.

 

Revue "L'illustration" du 6 novembre 1926 Assan Dina et l'Observatoire Vallot 1 L'observatoire Vallot sur le Mont Blanc Assan Dina et l'Observatoire Vallot 2

Cliccare sulle foto per leggere l'articolo.

 

Questa foto di Assan Dina è eccezionale. Oltre all'estrema rarità delle foto di Assan Dina, quest'ultima lo mostra in piedi. Assan Dina si tiene a destra sulla foto. È più piccolo degli altri due uomini, il tenente Thoret, aviatore, a sinistra, e l'ingegnere Maurice Farman, al centro. Assan Dina ha dei capelli bruni e porta i baffi. Indossa un vestito chiaro e delle calzature scure. Di solito porta sempre delle calzature bianche, a sentir le persone anziane di Cruseilles.

Dina-6-5.jpg

 

Soffermiamoci un istante sugli altri due uomini.

Maurice Farman, competitore ciclista e automobilista, è innanzitutto un appasionato di aviazione. Costruisce soprattutto dei bombardieri biplani, utilizzati durante la prima guerra mondiale, degli idrovolanti, di cui l'esercito giapponese si serve durante l'annessione della Cina. Crea con i suoi fratelli una compagnia d'aviazione. Co-pubblica una serie di osservazioni sulle comete delle Leonidi, nel 1903 e 1907, soprattutto con Henri Chrétien - che abbiamo incontrato in precedenza - sotto la guida del signor Deslandres, che diventerà direttore dell'osservatorio di Parigi nel 1927. Egli pubblica alcune opere sull'aviazione, l'automobile, l'aerostazione e l'astronomia: Les Merveilles aériennes, Paris Fritsch 1896, Manuel du conducteur chauffeur d'automobilesParis Tignol 1900, 3000 kilomètres en ballonParis Tignol, 1901, Mesures d'Etoiles doubles, faites à l'observatoire de Chevreuse de 1904 à 1906, Paris Gauthier-Villars 1907. È dunque un uomo completo con cui abbiamo a che fare, quasi fuori del comune.

Il tenente Thoret, da parte sua, consegue i seguenti record: da 5 all'11 giugno 1926 effettua un raid aereo ufficiale Parigi-Genova-TorinoMolano-Venzia-Digione-Parigi in 45 ore con doppia attraversata delle Alpi. Il 21 luglio 1926 un nuovo raid aereo Parigi-Praga-Varsavia in 21 ore - di cui 45 ore con doppia attraversata delle Alpi. Il 21 luglio 1926 un nuovo raid aereo Parigi-Praga-Varsavia in 21 ore - di cui Varsavia-Parigi 1450 km in 10 oredi volo alla velocità media di 145 km/h, è registrato. È anche detentore del record di "volo a vela" della durata di sette ore consecutive sin dal 1908. Questo volo consiste nel planare facendosi trasportare dalle correnti ascendenti che spingono letteralmente l'aereo, quest'ultimo essendo a motore spento. Crea nel 1924 "l'Ecole des Remous" lungo la piccola catena montuosa delle Alpilles (dipartimento delle Bouches-du-Rhône, nel sud della Francia) dove questo tipo di volo è insegnato. È a quest'uomo estremamente esperto che Assan Dina affida il test del rifornimento aereo del suo osservatorio in quell'inizio di settembre 1926.

Assan Dina ha dunque trovato qui due uomini validi. Come fare per incontrare e allearsi con tali persone?

Con quell'aereo il tenente Thoret utilizza il metodo del bombardamento, metodo modificato per assicurare un lancio di materiale sul Monte Bianco. L'operazione è un successo. L'aereo essendo un biposto di scuola, Assan Dina diventa così un aviatore-passeggero. Il giornale "Il Mattino" del 24 ottobre 1926 mostra Assan Dina vestito da aviatore.

Assan Dina vuole anche impiantare in prossimità dell'osservatorio una eolica, allo scopo di risolvere il problema dell'energia elettrica. Sollecita il signor Breguet, ingegnere aeronautico ed elettricista, attraverso la mediazione del generale Ferrié. In una lettera del 22 novembre 1924 a Danjon, Assan Dina scrive a proposito dell'eolica, chiamata il "mulino a vento del Monte Bianco": "Per accumulare 5 KW alla batteria, con un vento di 10 m al secondo, occorre un'elica a 4 pale di 7 metri di diametro. Non è ancora molto, e con un pilone basso da 5 a 6 m di altezza, avremmo quanto ci occorre in quel punto così ben battuto dai venti. Potremmo anche giungere a 9 m di altezza, e avere un'elica dagli 8 a 9 m di diametro... Ma un fattore che mi preoccupa molto è la necessità di fermare l'elica quando il vento dovesse raggiungere dai 15 a 20 m al secondo. Mi sembra che se potessimo andare oltre, guadagneremmo molta forza, e senza dubbio dai 12 a 15 KW... il che sarebbe un vero successo, ed è quel che ho domandato... Un punto mi inquieta: il signor Bréguet ammette una velocità di 4.000 giri al minuto, per il generatore di corrente. Questa velocità è troppo grande. A mio avviso 2.500 giri bastano...".

Ma la curiosità scientifica di Assan Dina e la sua attrazione per tutte le nuove tecnologie non possono andare contro gli elementi. Un'eolica in cima al Monte Bianco? La brina, il ghiaccio ed i venti distruttori ne proibiscono la realizzazione. Per quest'uomo venuto dalle isole, di un lontano paese dal clima tropicale, tener conto delle specificità alpine non è facile.

Assan Dina non dimentica il castello delle Avenières.

L'iltimo grido in materia di comunicazione: il telefono è dunque installato al castello. Qui sotto la carte intestata dei Dina. Il loro numero telefonico è il n° 1. I Dina sono dunque i primi del comune ad aver il telefono.

dina6-6Logo della carta intestata della coppia Assan et Mary Dina

 

Se il telefono trasporta istantaneamente le parole - benché il servizio non sia utilizzabile che per alcune ore al giorno durante quest'epoca - e se il treno trasporta le persone sino a Saint-Julien-en-Genévois, non vi è poi nessun mezzo di trasporto per salire al "castello". Si deve andare a piedi alle Avenières, o in carrozza tirata da un cavallo, per dieci chilometri di salita.

Questo problema è una preoccupazione costante per la coppia Dina. Un progetto viene dunque lanciato molto presto, dovuto alla necessità assoluta di creare una strada per il futuro osservatorio non distante da lì. Nell'attesa, Assan Dina e Mary Shilito acquistano un cingolato Citroën, la Kégresse, vettura adatta ad ogni tipo di terreno capace di passare su strade fangose e sassose, in attesa di una strada più carrozzabile. Delaunay è reclutato come autista-meccanico e la sua moglie come domestica. Essi sono al servizio del "principe Dina", intorno agli anni 20.

Mary Shillito e Assan Dina accanto alla loro vettura e al loro autista, il signor Delaunay. Kegresse Dina.jpg (48763 octets)

  Kegresse 1920.jpg (44085 octets)

Questa fotografia di un'altra Kégresse mostra il cingolo della parte posteriore. Questo veicolo adatto ad ogni terreno è in genere utilizzato dagli eserciti.

Infine, bisogna menzionare un altro strumento che Assan Dina fa installare al castello. Quest'ultimo non è una innovazione tecnologica ma rappresenta tuttavia una vera prodezza tecnica. Nel settembre del 1918, uno stupendo organo, appositamente costruito per les Avenières, viene installato al primo piano, sul lato nord della dimora. La pianola è trasferita al pianoterra.

Quest'organo è descritto nel libro di Ernest Perrier de La Bathie, dedicato agli "Orgues savoyard" pubblicato nel 1930 ad Annecy. Il costruttore dell'organo è il signor Mutin, successore di Cavaillé-Coll. Questo grande organo da salone, dallo stile rinascimentale, era dotato di 30 registri. Assan Dina aveva pensato a delle aggiunte nel 1928. "Tutte le sere il 'principe Dina' suonava per far addormentare la Signora" diranno i Delaunay alla loro figlia.

Scopriamo che Assan Dina, oltre ad essere viaggiatore, ingegnere appassionato dalle novità tecnologiche, filosofo-scrittore, conferenziere, simbolista, alchimista, è anche un musicista, un organista. Quest'uomo dal percorso non convenzionale è inoltre ecclettico.

Assan Dina ha altri progetti in testa, servito da un finanziamento che sembra inesauribile. Lo stesso giorno acquista un aereo e due idrovolanti per dei collegamenti che egli progetta tra i laghi savoiardi. Egli desidera senz'altro stimolare un turismo aereo. In effetti durante quest'epoca le iniziative private si moltiplicano nel settore totalmente nuovo dell'aviazione civile. Delle società d'affari vengono create parallelamente alle società che si mettono a fabbricare degli aerei (Farman, Breguet, Potez). Quali sono gli aerei acquistati? Forse degli aerei militari declassati con un velame in tela rinforzata, forse dei Farman?

Sfortunatamente non ci sono dei documenti noti che permettano una risposta, ma è certo che Assan Dina desidera sviluppare l'uso dell'aereo. Esce dal suo campo professionale e pensa di sviluppare delle attività di viaggiatore. Ha inoltre come progetto di fare il giro del Monte Bianco in aereo ai visitatori danarosi. Si vede anche più tardi dirigere una società di trasporti aerei, promessa ad un buon futuro? Tutto va in questa direzione.

In collaborazione con l'osservatorio Vallot, un primo aerodromo viene istallato nella piana di Chamonix. Assan Dina progetta anche di installare un piccolo aerodromo nelle immediate vicinanze del castello des Avenières, per uso privato. Richiede l'autorizzazione al prefetto dell'Alta Savoia.

Aspettando una pista d'atterraggio alle porte delle Avenières, il solo mezzo per accedere al castello rimane la strada in corso di costruzione. Abbiamo visto che il Genio Alpino, di stanza a Grenoble, ha prestato il suo aiuto nella realizzazione della strada del Salève sotto la direzione del generale Hellot, nel capitolo concernente il telescopio sul monte Salève. Il generale Hellot ha scritto due libri e una prefazione per un terzo sull'arte dell'"Attraversamento dei fiumi di fronte al nemico"]. E' uno specialista del Genio. In quanto capitano, nei primi anni del 900, ha partecipato alla "pacificazione" del Madagascar. Redige un libro nel 1900.  allora capitano: "La pacificazione del Madagascar (operazioni dall'ottobre 1896 a marzo 1899). Opera redatta secondo gli archivi dello stato maggiore del corso di occupazione, di F. Hellot". Assan Dina incontra il generale Hellot. Essi hanno in comune la loro esperienza del Madagascar, ognuno nel proprio rispettivo campo. Si sono incontrati? Nessun elemento noto lo indica, ma l'eventualità è molto probabile. Assan Dina conserva nei suoi affari alle Avenières un articolo tratto dalla rivistas "L'Illustration" sull'osservatorio situato nelle immediate vicinanze della capitale del Madagascar.

Quando giunge l'inverno alle Avenières, Assan Dina, ha piacere di partire in compagnia delal sua sposa verso località più calde verso il mezzogiorno delal Francia, come mostra la lettera riprodotta qui sotto.

Dina-hotel-Astoria-Menton6-9.jpg

 

 

 

 

dina-6-10.jpgManifesto pubblicitario degli anni 30, per la promozione della "dolce vita" a Menton. La donna è già un elemento insostituibile per i pubblicitari, ma durante quest'epoca deve essere vestita e rimanere distante dal mare.

 

Questa lettera ci informa che Assan Dina passerà alcune settimane a Bar-sur-Seine, presso  Boccard-Laurey, nell'aprile del 1919. So tratta di Lucien Boccard, testimone di nozze di Dina, dell'età allora di 52 anni, o di uno dei parenti di quest'ultimo, allo scopo di occuparsi dell'idroelettrificazione del mulino industriale dei Bourguignons, villaggio vicino a Bar-sur-Seine, e che appartiene loro?

Resta sempre il fatto che che Assan Dina e sua moglie Mary Shillito partono per alcune settimane per Bar-sur-Seine e alloggiano a casa di Lucien e Louise Boccard, nel loro castello di Val Seine.

Lucien Boccard, nato nel 1862, è di professione un incisore e venditore di pietre preziose. I suoi genitori si occupano dell'impianto molitorio di Bourguignons, vixino a Bar-sur-Seines, nel dipartimento dell'Aube. La loro abitazione è una dimora borghese, detta "castello di Val Seine", risalente alla fine del XIX secolo e acquistata alla famiglia del Visconte de Fontarce, uomo dall'immensa fortuna.

 

Cliccare qui per delle foto del castello della Val Seine o sulla foto sottostante

dina6-11.jpgCastello della Val Seine a Bar-sur-Seine, dal lato del parco, ed il suo viaggio per Cytera in primo piano, in mezzo all'acqua.

 

Il signor Lucien Boccard-Laurey, intagliatore di pietre preziose parigino, diventa anche industriale a Bar-sur-Seine, e si occupa insiema Assan Dina della costruzione della centrale idroelettrica, come abbiamo già detto. Stranamente Assan Dina si spostava con una roulotte lussuosa, come testimonia la signora C. K. nella testimonianza famigliare. Indubbiamente ai primi tempi della sua venuta a Bar-sur-Seine utilizzava questo mezzo per albergare facilmente.

Giunse poi il periodo in cui risiede anche al castello di Val Seine. Ha dovuto legarsi di amicizia con la sua relazione professionale, Lucien Boccard, durante l'edificazione dei piani della centrale idroelettrica poi con la sua realizzazione, lavori che non sono stati compiuti in una sola volta. Questo nuovo amico diventa anche il suo testimone di nozze nel 1933.

Mary Shillito, sposa Dina, deve trovare anche nella sposa di Lucien Boccard, Louise Boccard, una interlocutrice di talento. Infatti questa domma molta bella, bionda, intelligente, molto colta, è anche membro della famosa Società Teosofica all'interno della quale numerosi personaggi, citati in altre pagine di questo blog, si ritrovano. Lei è dunque un'amica capace di tenere molte discussioni interessanti sull'esoterismo, soggetto che li appassiona entrambe. Queste due coppie lasciano una traccia viva nella memoria di Bar-sur-Seine.

Ma facciamo un salto verso il tempo presente e fermiamoci nei paraggi del 1985.

Una breve voce....

Nel castello di Val Seine, Assan Dina avrebbe fatto rappresentare le lame minori del gioco divinatorio del Tarocco. Il giardino avrebbe contenuto delle sculture o una sistemazione particolare per dare un insegnamento segreto.

Bertrand Jacquet, scopritore dei mosaici  del castello delle Avenières nel 1967, doveva scrivere un'opera intitolata "Les maisons de l'adepte" [Le case dell'adepto]. Questo libro non viene pubblicato. Tuttavia l'articolo pubblicato su Bertrand Jacquet sul giornale "L'express mauricien" del 28 novembre 1978 dice: "I mosaici della cappella delle Avenières e i bassorilievi che si trovano sulle colonne del tempio filosofico (da intendere: del Tempio dell'Amore) di Val Seine costituiscono, secondo Jacquet, un tarrocco alchemico completo, con i suoi 22 arcani maggiori e 56 arcani minori.

I bassorilievi del piccolo tempio sono infatti un bestiario alchemico di 222 figure di animali. Una vertigine di simboli. Si viene schiacciati da questo fantastico intreccio di segni, di forme. Ci si pongono mille domande. Tutte senza risposte. Chi era Dina? Aveva scoperto il segreto della pietra filosofale.

Articolo del giornale "L'Express" dell'isola Mauritius, nell'oceano indiano.

dina6-12-Express mauricienCliccate sulla foto per leggere integralmente l'articolo

 

Questa asserzione è ripresa dall'eccellente opera pubblicata nel 1992 "Fulcanelli Dévoilé", di Geneviève Dubois, a pagina 39: "Nel 1978, in un altro castello che gli apparteneva, a Bar sur Seine, un Tempio del Tarrocco (bassorilievi che rappresentano gli arcani minori) è stato scoperto, così come una prima opera...".

Cosa ne è stato? 

Assan Dina non ne è il proprietario, e non lo è mai stato, del castello di Val Seine.


Soffermiamoci infine sulle 220 figure di animali scolpiti sulle otto colonne portanti della cupola del tempio. Oggi, sfortunatamente, le colonne sono lisce, come mostra la foto del tempio di Venere. Esse sono visibilmente recenti (1985-1995 circa) e hanno dovuto sostituire le precedenti, certamente molto degradate, rispetto alla cupole che sembra originale. Si possono comparare le colonne del 1978 (foto del giornale) con quelle d'oggi.

La dfferenza è netta. I capitelli originali, posti sulla cima delle colonne, sono quadrati. Inoltre il capitello di Destra, sulla foto, sembra scolpito. Per di più il piede delle colonne si allargano giungendo al suolo, il che non è il caso delle attuali colonne. Infine una terza differenza è notevole: la colonna originale più a sinistra mostra di essere costituita da un impilamento di cinque parti. Sulle colonne recenti, non si riscontra nessun impilamento. Ogni colonna sembra essere tagliata da un blocco verticale.

In conclusione le 222 figurine animali sono sparite del tutto, impedendo il loro studio simbolico, sia che l ecolonne antiche siano state rubate sia che siano state oggetto di un cambiamento per via della loro degradazione.

La perdita simbolica è importante per conoscere l'opera di Assan Dina? Non credo perché a mio parere queste sculture sono state fatte sulle colonne sin dall'origine, alla costruzione del tempio d'Amore e nello stesso periodo della costruzione dello stesso castello. Ricordiamoci che il primo proprietario del castello è il visconte Trumet de Fontarce, e non la famiglia Boccard, e ancor meno Assan Dina. Queste sculture sono dunque estranee a Dina e non devono essere prese in considerazione nella sua opera, benché ci rammarichiamo per la loro perdita così come per quella della statua di Venere.

 

Nel 1978 dina-6-14.jpg Oggi dina-6-15.jpg

Il Tempio di Venere o Tempio dell'Amore, del parco del castello di Vak Seine a Bar sur Seine, nell'Aube.

 

Assan Dina Mary Shillito alternano dunque il loro tempo tra il castello delle Avenières, il castello di Val Seine, Parigi e la Costa Azzurra. Il castello delle Avenières è piuttosto un luogo di vileggiatura, come una residenza estiva. Tuttavia vi lavora anche, come abbiamo visto, e visibilmente vi traccia il suo futuro, come la creazione dell'aviazione e esotericamente la ricerca astronomica. A Bar sur Seine lavora come ingegnere idraulico. Quando sono a Parigi Dina incontra delle persone, sia sul piano professionale sia su quello personale. Bertrand Jacquet ci informa che dà delle conferenze sulle civiltà indiane e cinesi nel 1912. Frequenta con sua moglia le librerie esoteriche. Assan Dina si reca anche all'estero. Con Lucien Boccard compie un viaggio in Algeri, come sostenuto dalla signora C. K.

 

 

 

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

Assan Dina. Les dernières années et son dernier voyage

Assan Dina non dimentica il castello delle Avenières.

 

L'iltimo grido in materia di comunicazione: il telefono è dunque installato al castello. Qui sotto la carte intestata dei Dina. Il loro numero telefonico è il n° 1. I Dina sono dunque i primi del comune ad aver il telefono.

dina6-6Logo della carta intestata della coppia Assan et Mary Dina

 

Se il telefono trasporta instantaneamente le parole - benché il servizio non sia utilizzabile che per alcune ore al giorno durante quest'epoca - e se il treno trasporta le persone sino a Saint-Julien-en-Genévois, non vi è poi nessun mezzo di trasporto per salire al "castello". Si deve andare a piedi alle Avenières, o in carrozza tirata da un cavallo, per dieci chilometri di salita.

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BeeStories 03/19/2014 08:33

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